Le discromie cutanee, comunemente chiamate macchie, non sono tutte uguali. Possono rappresentare un semplice inestetismo oppure una condizione che necessita di valutazione specialistica.
Ecco una panoramica delle principali macchie cutanee, spiegandone cause, rischi e possibilità terapeutiche.
Possiamo dire che esistono “macchie e macchie”?
“Certamente. Con il termine macchie indichiamo alterazioni della pigmentazione molto diverse tra loro. Il melasma, ad esempio, è una pigmentazione marrone diffusa che compare soprattutto sul volto ed è favorita dall’esposizione solare, dagli ormoni e dalla gravidanza.
Le lentigo solari sono invece macchie legate al fotodanno cronico: compaiono dopo anni di esposizione senza adeguata protezione e tendono a non regredire spontaneamente.
Diverso è il caso delle efelidi, le lentiggini, che aumentano durante l’estate ma si attenuano nei mesi invernali. Esistono poi macchie che richiedono particolare attenzione, come la lentigo maligna o il melanoma, che possono inizialmente somigliare a semplici macchie solari ma appartengono alla patologia oncologica cutanea”.
L’esposizione solare è la causa principale?
“Il sole ha un ruolo centrale. Tutte le discromie peggiorano con l’esposizione solare, anche quelle che derivano da processi infiammatori, come l’acne.
Non dobbiamo pensare solo alle scottature causate dagli UVB: i raggi UVA, presenti tutto l’anno, penetrano più profondamente e stimolano pigmentazione e invecchiamento cutaneo. Anche luce visibile e infrarossi contribuiscono al danno cutaneo.
In generale, la combinazione tra sole e infiammazione rappresenta il principale fattore di comparsa delle macchie”.
Come comportarsi quando compare una macchia?
“La prima cosa è evitare il fai-da-te. È fondamentale rivolgersi allo specialista dermatologo, che attraverso visita clinica, dermatoscopia e videodermatoscopia può formulare una diagnosi corretta e impostare un percorso personalizzato.
Trattare una macchia senza diagnosi, utilizzando cosmetici aggressivi o laser, può essere inutile ma anche pericoloso, soprattutto se la lesione non è benigna”.
Esistono trattamenti efficaci?
“Oggi disponiamo di molte possibilità terapeutiche. Possiamo distinguere un periodo dedicato alla prevenzione e alla protezione solare, tipicamente primavera ed estate, e una fase di trattamento più intensivo nei mesi autunnali e invernali.
Le lentigo solari ben definite possono essere trattate con laser Q-Switched o Pico Laser, mentre in presenza di macchie diffuse risulta spesso indicata la luce pulsata”.
Come si affronta invece il melasma?
“Il melasma richiede un approccio combinato. È una condizione con componente genetica, ormonale e ambientale, quindi non esiste una soluzione unica.
Fondamentale è la routine domiciliare con fotoprotezione rigorosa e prodotti capaci di modulare la produzione di melanina.
In studio si possono eseguire peeling superficiali per favorire il rinnovamento cutaneo e migliorare l’efficacia dei trattamenti domiciliari. Dopo una corretta preparazione si possono associare needling medicale o laser selezionati, preferibilmente nei periodi meno soleggiati”.
Parliamo delle macchie post-acne.
“Le lesioni acneiche possono lasciare pigmentazioni scure, soprattutto se esposte al sole. Per questo è importante trattare precocemente l’acne e proteggere sempre la pelle.
Una skincare adeguata, i trattamenti laser e le tecniche di medicina rigenerativa, basate sull’utilizzo di fattori di crescita autologhi, possono favorire la rigenerazione cutanea e migliorare gli esiti pigmentari”.
L’estate si avvicina: qual è la regola fondamentale?
“Proteggersi dal sole ogni giorno. L’esposizione non riguarda solo mare o montagna: avviene anche in città e persiste anche con cielo nuvoloso.
La fotoprotezione deve diventare un’abitudine quotidiana durante tutto l’anno, perché rappresenta il gesto più efficace per prevenire macchie, invecchiamento cutaneo e tumori della pelle”.